NOVITA' DALLA LETTERATURA

 

Caffeine therapy for apnea of prematurity >>>>>>.
Schmidt B, et al.
N Engl J Med 2006; 354:2112-21.

Commento: questo studio, un RCT che ha coinvolto numerosi centri a livello mondiale e coordinato da Barbara Schmidt, ha reclutato 2006 neonati di peso neonatale compreso fra 500 e 1250 grammi che sono stati trattati con caffeina citrato o con placebo iniziando la terapia entro i primi 10 giorni di vita. L’outcome primario dello studio, un outcome combinato che verrà valutato a 18-21 mesi di età corretta (morte, paralisi cerebrale, ritardo cognitivo, sordità, cecità) sarà oggetto di una prossima pubblicazione, mentre il presente lavoro riporta l’esito dello studio rispetto ad alcuni outcomes secondari a breve termine riguardanti il periodo della ospedalizzazione dei neonati.

In sintesi i dati dimostrano nel gruppo trattato una significativa riduzione di ossigenodipendenza a 36 settimane di età postconcezionale (dal 46,9% nel gruppo non trattato al 36,3% nel gruppo che ha assunto la caffeina) senza che si siano osservati incrementi nel rischio di morte, enterocolite necrotizzante, retinopatia della prematurità e danno cerebrale documentato ecograficamente. Naturalmente sarà importante la valutazione degli esiti a distanza in termini di sviluppo neurologico, in quanto lo studio è stato disegnato e dimensionato con questo scopo primario.

A questo proposito è molto interessante l’editoriale di commento a cura di E. Bancalari, pubblicato sullo stesso del New England Journal of Medicine (N Engl J Med 2006; 354:2179-2181).

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Minimising ventilator induced lung injury in preterm infants>>>>>>>
Donn SM, Sinha SK
Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed. 2006;91:F226-30.

Commento: questa review prende in esame, in maniera molto sintetica, quanto si conosce attualmente sulle cause del danno polmonare che tuttora colpisce, con frequenza preoccupante, i neonati pretermine. In particolare vengono passate in rassegna le tecniche ventilatorie che, correttamente impiegate, dovrebbero consentire di concretizzare quella strategia protettiva del polmone il cui scopo è quello di ridurre l’incidenza della displasia broncopolmonare.